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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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Esami patente A. La storia infinita...

Esami-Patente-A

Norme Europee, pizza e mandolino. Il 28 febbraio scorso, avevamo scritto un aggiornamento della situazione a seguito dell'entrata in vigore della normativa Europea per il coseguimento della patente A. Non tutti sanno, perchè è passato in sordina come al solito, che il 20 maggio 2013 è stato emanato un nuovo decreto che recepisce le imposizioni Europee in merito all'attuazione e le modalità d'esecuzione dell'esame per la patente A.

In particolare si legge all'articolo 3:

Abbigliamento tecnico del candidati
1. Al fine di tutelare l'incolumità dei candidati, gli stessi, durante l'esecuzione delle prove di cui agli allegati 1, 2, 3 e 4 del presente decreto, indossano:
a) casco integrale;
b) guanti;
c) giacca con protezione dei gomiti e delle spalle;
d) scarpe chiuse;
e) pantaloni lunghi e protezioni delle ginocchia.

Notiamo subito delle imprecisioni importanti:
b) guanti.
Non viene specificato in alcun modo il tipo di guanti da adottare.
Ci vorranno di pelle? Di lana in inverno? Con protezioni? Senza? A mezze dita? ...chi lo sa. Basta che siano guanti.

d) Scarpe chiuse.
Anche in questo caso non viene specificato cosa si intenda per scarpe chiuse.
Un sandalo può essere una scarpa chiusa, basta che si allacci. Quindi è consentito fare l'esame con sandali o espadrillas in corda e tela?

Completamente assente è il richiamo all'uso del PARASCHIENA.

Questa dovrebbe essere l'abbigliamento TECNICO dei candidati per sostenere l'esame per la patente. Pazienza se poi, una volta conseguita, il nostro codice della strada obblighi SOLO ad indossare un casco omologato. Che sia integrale o a scodella è lo stesso. Un candidato dovrà farsi prestare o acquistare la dotazione pseudo-tecnica per sostenere l'esame e poi? Poi potrà circolare per le nostre strade col solo casco in testa. Proprio come le nostre Forze dell'Ordine che guidano tutti i giorni per le nostre strade dotati di casco jet e camiciola a mezze maniche. L'unica differenza è la paletta infilata nello stivale.

Per verificare che questa normativa fosse stata recepita dalle motorizzazioni, curioso come una scimmia, stamattina sono andato alla Motorizzazione Civile di Milano a spiare gli esami. Ho notato che il tracciato è stato aggiornato per i nuovi esercizi, ma ho notato anche la totale assenza di dispositivi per la rilevazione della velocità minima di 30 km/h, lasciando facoltà di giudizio all'occhio esperto dell'esaminatore. Che anche lui fa quello che può...

Mi sono fermato a guardare un candidato eseguire la prova per la patente A3. Come si vede dalla foto, l'abbigliamento rispettava l'art.3 del nuovo decreto, solo per il casco integrale e le scarpe chiuse, da ginnastica. La prova si è svolta a velocità talmente ridotta che se l'avessi fatta a piedi avrei impiegato qualche secondo in meno per concludere il percorso.

Risultato? ...ABILE !
Neanche a dirlo.

Ancora una volta il nostro paese si distingue per la "fantasia" e il libero arbitrio con i quali interpreta le normative Europee in materia di sicurezza sulle due ruote. Ancora una volta il legislatore emana una normativa dove indica cosa fare, ma specifica sommariamente COME fare. Il risultato è il caos interpretativo e a farne la spesa è la sicurezza del motociclista. Come sempre.

Guida Sicura Urbana.

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