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Aggiornamento:Sab, 29 Lug 2017 7pm

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Un esempio da copiare il più possibile: vigili in borghese contro chi telefona alla guida!

ScooterTelefono

Chi cinguetta, chi posta immagini su facebook, chi manda SMS, chi semplicemente ha una mano sempre impegnata con il telefono: le cattive abitudini al volante hanno convinto Palazzo Vecchio a Firenze a correre ai ripari! Finalmente! Sarebbe ora che TUTTI i Sindaci d’Italia agissero in modo analogo!

Non guidano, chattano. Non parlano solo col cellulare infilato sotto il casco, ormai con una mano reggono il manubrio dello scooter e con l’altra scorrono Facebook, confabulano su Whatsapp, addirittura aprono portali internet e consultano articoli, video, foto. 

Basta un giro sui viali o in qualunque strada trafficata della città per accorgersene: un occhio alla strada, l’altro allo smartphone. 

Il motorino che fa zig zag, le auto dietro che vanno giù di clacson: ma anche loro, gli automobilisti, sono ormai contagiati dalla pericolosissima mania; un tempo lo scandalo era se parlavano al cellulare senza auricolari, ora sul volante appoggiano il tablet, non cambiano la marcia prima di aver spedito l’sms o si mettono l’iPhone sulle gambe con la pagina di Twitter aperta. 

Un po’ si guida, un po’ si cinguetta. E va di lusso se non scatta il selfie. Anche gli autisti dell’Ataf non sembrano essere immuni al virus. Se fosse un hashtag sarebbe #pericolopubblico, il fenomeno assume ormai le proporzioni dell’allarme sociale. 

Tanto da convincere Palazzo Vecchio a lanciare una task force senza precedenti.

Nelle prossime settimane una pattuglia dedicata di agenti della polizia municipale girerà la città tutto il giorno, dal mattino alla sera, sbirciando nei finestrini delle automobili per vedere chi parla o usa il telefono al volante e gettando l’occhio sui centauri che scrivono sms o chattano mentre fanno lo slalom tra le auto. 

Una pattuglia nel primo turno di servizio, un’altra nel secondo. Se necessario anche nei festivi. Gli aficionados del cellulare alla guida non si aspettino di avere vita facile però: non saranno pattuglie in divisa né auto della municipale a girare, ma agenti in borghese su motorini senza insegne. 

Una sorta di 007 a caccia di chattatori e telefonisti incalliti: in incognito ma muniti di blocchetti rosa per verbali immediati a chi venisse colto in flagrante, annuncia il Comune. 

Le multe, spiegano dal comando di Porta al Prato, verranno contestate subito, sul posto

Una stangata anche simbolica per i guidatori affezionati alla pericolosissima abitudine del cellulare alla guida.

 Della serie: «Prego accosti, lei sta violando il codice della strada». E giù con il balzello da 160 euro. Più 5 punti da sottrarre al “montepremi” della patente. 

Una prassi già sperimentata nel corso degli ultimi mesi da parte dei vigili urbani: in aprile in una settimana di controlli spot sono state fatte 58 multe e dopo l’estate ne sono state staccate altre 2300

Niente annunci roboanti, è fin qui stata la filosofia della polizia municipale. 

Che però in questo modo ha confezionato un bottino piuttosto consistente di sanzioni, almeno rispetto alla media storica: dall’inizio del 2014 fino a ieri erano 574 le multe, più del doppio rispetto all’intero 2013, quando in tutto le sanzioni furono 217. 

Verbali più che raddoppiati indicano che il problema è in espansione e c’è bisogno di un altro sforzo, ragionano quindi oggi i vigili.

Fino all’anno scorso del resto i controlli non avvenivano in incognito, cosicché alla vista della macchina o del motorino dei vigili urbani i furbetti potevano infilare lo smartphone in tasca o posarlo sul sedile evitando la multa. 

Molte sanzioni poi, alcune anche nel 2014, sono state contestate non immediatamente ma “a targa”, con bollettini spediti direttamente a casa degli intestatari dell’auto o della moto. 

E in quel caso, spiegano proprio i vigili, le contestazioni ed i ricorsi contro i verbali sono fioccate. 

E non su tutte la polizia municipale la sta spuntando. Da qualche mese invece è nata l’idea di provare a fare le multe in borghese. 

Fin qui i controlli sono stati spot. A dare l’input in primavera fu l’ex comandante Antonella Manzione, che oggi a Palazzo Chigi guida il dipartimento affari legislativi. 

Oggi è il suo successore, Marco Seniga, a rilanciare e a rendere stabile la misura: «Non possiamo permettere che si diffonda l’idea che il tragitto in macchina, in moto o in bici possa essere usato per recuperare tempo facendo telefonate o scrivendo post su Facebook: la guida è una cosa seria, saremo inflessibili», annuncia senza escludere pure una campagna di comunicazione. 

Del fenomeno si è anche parlato in più di una riunione con il consigliere speciale del sindaco per la sicurezza, l’ex procuratore capo Giuseppe Quattrocchi. 

Timore di ricorsi? «Con la contestazione immediata, alla vista, il furbetto può fare poco», dicono i vigili. Giordano Biserni, il numero uno dell’Asaps, l’associazione amici della polizia che studia i dati delle strade, parla di «allarme gravissimo» e promuove l’iniziativa di Palazzo Vecchio anche se avverte che sarà una battaglia: «Secondo una ricerca belga l’uso del cellulare in modalità voce alla guida aumenta del 4% il rischio incidenti, se si usano le mani il rischio sale al 23%.

Eppure sono molto pochi gli incidenti ufficialmente causati da cellulari, dopo il botto gli italiani sono campioni del mondo di lancio del telefono».

Non il solo settore questo su cui il sindaco Dario Nardella preme i vigili urbani: i sequestri amministrativi di merce abusiva sono aumentati del 55,93% nel 2014, 18 i minimarket chiusi per vendita di alcol fuori orario, 4 supermulte da 400 euro a persone beccate a fare pipì in piazza Indipendenza.

Fonte:  repubblica.it

Autore: Ernesto Ferrara

Coordinamento Italiano Motociclisti
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