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Le illusioni di fiducia in moto

mago illusionista

Molti incidenti della strada che coinvolgono le motociclette nascono dalla “illusione di attenzione”, ovvero dalla “disattenzione visiva” che il nostro cervello subisce facilmente per cui la classica frase del “non l’avevo visto” compare con costanza.

Lo studio degli psicologi americani Chabris e Simons, noti per l’esperimento del “Gorilla invisibile” non si ferma a questo genere di “illusione” responsabile di parecchie infauste conseguenze, ma anche della cosiddetta “illusione di fiducia”, situazione questa, che noi motociclisti italiani conosciamo molto bene, certamente!

In realtà la conclusione a cui giungono i due studiosi parte dagli studi di Kruger e Dunning della Cornell University e parte dalla domanda “cos’hanno in comune scacchisti e criminali stupidi?”

Gli studi citati hanno preso in considerazione l’autovalutazione che hanno gli scacchisti (misurati in base ad uno specifico punteggio internazionale), determinando quanto sia forte lo scostamento che il singolo ha della sua forza rispetto alla realtà obiettiva, così come comportamenti criminali grotteschi indicano quanto sia elevata la stupidità degli stessi rispetto alle intenzioni manifestate.

Gli esempi non si fermano qui e prendono in analisi tantissime situazioni della nostra società, spaziando anche su differenti argomenti, ma il succo è nella frase di Charles Darwin che osservò che “è spesso l’ignoranza più che la scienza a determinare le convinzioni”.

L’illusione in cui cadiamo tutti è quella di “fiducia” nelle nostre capacità per cui il 63% degli americani si ritiene di intelligenza superiore della media ed in questa valutazione sia il 71% da ascrivere al sesso maschile rispetto a quello femminile.

Tale eccesso di valutazione si ritrova in tutti i popoli esaminati con percentuali diverse, ma rimane il fatto che la maggior parte di “maschietti” si ritiene più “bravo”, più “intelligente…”, più….. “ “  della media.

Se si porta tale analisi nel mondo del motociclismo questo studio sicuramente non otterrebbe dati differenti: leggendo i forum e sentendo molti “discorsi da bar” sono tutti bravissimi in sella alla proprio moto, tutti campioni da moto GP, tutti pronti a toccare la “saponetta” nelle curve.

Se ponessimo a costoro la domanda “hai frequentato dei corsi specifici per diventare così bravo?”, la risposta sarebbe un “no….non serve , sono dotato naturalmente!”.

Insomma, appena partoriti, dopo il taglio del cordone ombelicale l’ostetrica gli ha posizionato una sella sotto il sederino ed un manubrio tra le piccola dita, ancor prima di ricevere il latte materno.

Poi se li osservi da dietro noterai le punte degli stivali belli in fuori, posture completamente scorrette, per non parlare delle traiettorie degne di uno schizofrenico.

La realtà è che NESSUNO nasce “imparato” ed il primo passo per una CORRETTA “autovalutazione” è quella di accettare giudizi esterni di persone qualificate e competenti che hanno l’interesse di farvi COMPRENDERE i rudimenti del corretto modo per andare in motocicletta.

Questo vale ANCOR di più per chi ha i capelli grigi e va in moto da TANTI ANNI, proprio perché non ha ricevuto gli OBBLIGHI della “formazione” attuale: altri poi a cinquantanni salgono su moto da 100/150 cavalli (solo perché i figli hanno finalmente lasciato il nido e si riscopre la voglia di “salire” in sella come quando si avevano 18 anni), SENZA l’umiltà di IMPARARE da capo i rudimenti dell’andare in moto, è un GROSSO, GROSSISSIMO errore che mette a rischio sia chi la fa e sia chi rischia di “incocciarlo” in qualche tornante di montagna preso scavalcando la carreggiata!

Se l’automobilista ha una “illusione di visione” e non vi “aveva visto”, rischiare di avere una “illusione di fiducia” sulle proprie capacità potrebbe incidere ancora maggiormente sulla vostra sicurezza di motociclista!

Peggio di tutto poi seguire i “consigli dell’amico” o le tante fregnacce che si leggono sui forum dedicati: ci sono PROFESSIONISTI della Formazione in moto, persone QUALIFICATE che possono farvi CRESCERE come motociclisti, perché non rivolgersi a chi lo fa di “mestiere” lasciando gli “improvvisati tutor” dove è giusto che stiano, ovvero nella loro “illusione di saper andare in moto”!

Coordinamento Italiano Motociclisti
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