Ven20092019

Aggiornamento:Lun, 29 Lug 2019 9pm

Dossier Bidentina

001sessantaallora rIl Passo della Calla è, con i suoi 1296 metri di altitudine, il più alto valico stradale dell'appennino tosco-romagnolo, ed è situato sullo spartiacque fra la valle del Bidente (in Romagna) e quella dell'Arno (in Toscana).

La strada è la statale 310 del Bidente, che unisce Santa Sofia (FC) a Stia (AR), ed è uno dei nastri d'asfalto più belli dell'appennino. Qui i tornanti secchi sono pochissimi, cosi come si contano sulle dita di una mano i rettilinei dove chi ha poco sale in zucca può scatenare tutta la potenza di un'auto sportiva o di una moto e raggiungere velocità ...interstellari.

Ma le curve da raccordare, i panorami mozzafiato, la bellezza delle faggete del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e, non ultima, la splendida accoglienza e la qualità della cucina di alcuni punti di ristoro, rendono questa strada un itinerario da non perdere per qualsiasi appassionato di moto.003quarantaallora r

Peccato che l'uomo ci metta lo zampino: nella parte toscana, questa strada statale è in pratica un supplizio, a causa di limiti e prescrizioni incomprensibili ed impossibili da rispettare, sia in auto che in moto. La scelta è quindi se salire o scendere a passo d'uomo consumando i freni in discesa e la pazienza in salita, o sgranare gli occhi alla ricerca di un eventuale autovelox nascosto o di uno zelante tutore dell'ordine in attesa di una probabilissima preda...

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Vediamo un po' come Anas e Provincia di Arezzo hanno rovinato il gusto di guidare, pur senza correre e senza fretta, in questi 15,5 chilometri di ottimo asfalto:

1) partiamo da Stia.
Immediatamente notiamo che la linea segnaletica orizzontale è continua. Lo sarà sempre, senza soluzione di continuità, per tutti i 15,5 chilometri, fatta eccezione di un tratto di un paio di centinaia di metri, nei pressi di Gaviserri, dove però il limite è di 40 chilometri all'ora. Chi avrà la sfortuna di trovare sulla sua strada un motocarro Ercole, quindi, forse potrà sperare di superarlo proprio là. In caso contrario (camion, pullman, Ape Piaggio o semplicemente automobilisti e camperisti lenti ed insicuri, non potranno MAI essere superati.

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Ah, è da notare come NON sia presente, in tutto il tratto in esame, un solo cartello che indichi il divieto di sorpasso. Non è quindi possibile appurare sulla base di quale provvedimento la ditta che ha provveduto alla verniciatura sull'asfalto, abbia posizionato la linea continua.

I tratti rettilinei che possono consentire un sorpasso sicuro, sia in salita, sia in discesa (soprattutto per una moderna motocicletta, ci sono).

 

 

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2) il limite di velocità massimo è di 60 chilometri all'ora. In nessun tratto è superiore a questo. A voler rispettare davvero i limiti, nei tratti rettilinei ci si sente delle lumache in salita, mentre in discesa è un continuo frenare/controllare il tachimetro. 

 

 

 

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3) in un tratto intermedio, di circa 2 chilometri, il limite si abbassa incomprensibilmente a 40 chilometri all'ora. I cartelli posti sulla strada riportano, sul retro, l'indicazione AMM.PROV DI AREZZO, ma non è compilata la parte relativa al numero e alla data dell'ordinanza. 

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4) per fortuna ogni tanto c'è la nebbia. Infatti, dopo 700 metri dall'inizio del limite 40, troviamo un cartello dell'ANAS che indica che "con nebbia e visibilità inferiore a 100 metri" il limite è di 50 all'ora. Se fa brutto, quindi, possiamo darci dentro con il GAS!!!

 

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Scherzi a parte (ma non è bello scherzare quando il cartello posto da un Ente è la dimostrazione dell'irresponsabilità di un altro, situazioni che abbattono la credibilità dei limiti), anche nel retro di questo segnale non c'è indicazione di alcun provvedimento, ma solo che questo è dell'Anas. 

 

Che dire?
Le foto rendono bene l'assurdità delle scelte effettuate dalla Provincia di Arezzo. Vorremmo proprio conoscerne le motivazioni e sapere se chi ne abbia la paternità abbia mai provato ad applicare ciò che ha prescritto.

Con limiti e prescrizioni così assurde ed incomprensibili, ogni normale utente della strada ha di fronte due possibilità: noia mortale, continuo controllo del tachigrafo ed un po' di pericolo (perchè qualcuno che ti sorpassa indispettito da cotanta lentezza se lo troverà sempre alle spalle), oppure rischiare di infrangere ogni tanto quelle regole, per sorpassare magari appunto un'auto lentissima, ed in questo caso sentendosi ingiustamente perseguito da delle Forze dell'Ordine che dovrebbero perseguire ben altri comportamenti.

Chi, invece, abituato a correre anche sulle strade, delle regole se ne fa sempre 'un baffo', continuerà come prima, e nel caso sia sanzionato potrà, come tutti gli altri, lamentarsi di regole assurde e trovare quindi una giustificazione.

Questo è il risultato di una politica assurda di certe Amministrazioni e di certi Enti proprietari di strade, che stanno facendo del nostro Paese, un posto sgradevole dove fare turismo, anche a discapito di bellezze paesaggistiche e tradizioni enogastronomiche e di ospitalià che non hanno eguali.

Gradiremmo davvero un contraddittorio.

Abbiamo spedito il dossier insieme ad una lettera alla Provincia di Arezzo, questo è il link per scaricare il "Dossier Bidentina".

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank">Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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