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Lettera alla Provincia di Arezzo

Lettera Provincia di Arezzo

Dai primi controlli effettuati dal Corpo Forestale dello Stato sui passi dell'appennino Tosco-Emiliano, è quasi passato un anno, ma constatando che la situazione dei limiti e dei divieti non è cambiata, ci aspettiamo che si ripresenti quello che è avvenuto a partire da Luglio del 2012.

Allora inviammo una lettera per fare presente che la metodologia dei controlli ci lasciava alquanto perplessi, ricevendo per questa lettera una segnalazione alla procura Della Repubblica di Arezzo "a tutela dell’onorabilità e del buon nome del Corpo Forestale dello Stato e del personale dipendente coinvolto nei servizi della campagna di sicurezza Defend Life."

Nella nostra lettera non stavamo insultando o denigrando nessuno, manifestavamo solo delle perplessità sul metodo usato per elevare le contravvenzioni. Le stesse perplessità erano state riportate in alcuni articoli apparsi su alcuni giornali. Nei mesi seguenti abbiamo ricevuto da molti motociclisti la notizia che i ricorsi fatti per queste contravvenzioni venivano accettati dalla magistratura proprio per via del metodo usato per elevarle.

Approfittiamo quindi della riapertura della stagione (avvenuta in ritardo per via del clima) per ricordare la situazione esistente, e richiedere alla Provincia di Arezzo di rivalutare le decisioni che hanno portato ad applicare quei limiti difficilmente rispettabili, con la preghiera di non "indurci in infrazione":

La sezione di Ravenna del Coordinamento Italiano Motociclisti ha realizzato per questo scopo uno specifico documento, il "Dossier Bidentina", dedicato ai 16 chilometri del versante toscano della strada statale n. 320 "Bidentina".

Questo 'dossier' è stato inviato al Presidente e all'Assessore alla Viabilità della Provincia di Arezzo, nella speranza di aprire un confronto che porti alla predisposizione di "limiti e prescrizioni meno punitivi" e quindi maggiormente idonei a rendere identificabili e sanzionabili "quella minoranza che abitualmente scambia le strade statali per piste private".

Il tutto anche per evitare che i motociclisti che vogliono viaggiare rispettando i limiti, ma senza l'assillo del continuo controllo del tachimetro, obbligatorio per restare al di sotto di limiti innaturali per quel tratto di strada, preferiscano andare verso altre mete, togliendo così risorse economiche al turismo locale.

Anche questa volta non è nostra intenzione offendere nessuno, stiamo solo chiedendo un confronto con le Istituzioni, cosa che riteniamo sia lecita e ragionevole che dei cittadini richiedano in un paese democratico. Questo anche per ricordare che i motociclisti restano sempre dei cittadini, anche se Cittadini In Moto.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank">Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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