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Aggiornamento:Lun, 15 Giu 2020 9pm

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Pedaggi: L'unione farebbe la forza ?!

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La situazione dei pedaggi legati alla viabilità è molto difforme in Europa, a dimostrazione che se Unione deve essere siamo ancora in una fase primitiva, e si può bene affermare che ciascun Paese fa per suo conto. Da una semplice analisi dei metodi e dei sistemi di esazioni dei pedaggi autostradali dei vari Paesi dell'UE emergono sostanziali differenze. Alcuni come il nostro hanno spinto per sistemi di pedaggio automatizzati (Telepass)

che è stato altresì adottato da altri Paesi come Spagna e Portogallo, altri hanno agito su corsie preferenziali in base alla tipologia dei mezzi come la Francia, altri hanno identificato solo alcune tipologie di veicoli monitorandole per il pagamento mediante sofisticati e costosi sistemi satellitari (Germania), altri hanno adottato sistemi a "vignette" (contrassegni) per categorie di veicoli e per periodo di utilizzo (Austria, Slovenia, Svizzera ad esempio).

Oltre a queste differenti metodiche di esazioni anche sulla classificazione delle tipologie di veicoli vi sono discrepanze : l'Italia ha deciso di associare i motoveicoli alle autovetture in unica classe, cosa che non trova riscontro negli altri Paesi.

L'Unione Europea per sua definizione, ovviamente, avrebbe come "mission" l'unificazione dei Paesi membri non solo sotto il profilo di una unica moneta, ma su molti campi della società e tra questi anche il sistema di pagamento della rete autostradale in generale.

E' difatti da molto tempo che progetti in tal senso vengono affrontati nel Parlamento di Strasburgo e nelle Commissioni competenti, come riportato nel sito EUR-Lex e sul sito della Commissione Europea

L'accordo ormai è rivolto ad una uniformità del sistema di pagamento attraverso il "telepedaggio" che avrebbe indubbiamente il merito (o il demerito, visto il tasso di disoccupazione) di richiedere poco personale addetto.

Posto che la rete autostradale Europea, o prima o dopo, adotti il sistema di telepedaggio, rimane il problema della classificazione dei veicoli che attraversano la rete stradale che, a quel punto andrebbe unificato, ed in questo caso come motociclisti siamo molto curiosi.

Cosa potrebbe succedere ? Che milioni di motociclisti belgi, olandesi, tedeschi, francesi, austriaci, sloveni, ecc.. abituati a pagare MENO rispetto alle autovetture si "piegheranno" alle richieste di uniformarsi alla classificazione dell'Italia ?

O potrebbe succedere esattamente il contrario, ovvero che un sistema di classificazione ampiamente diffuso nei Paesi d'oltralpe venga adottato anche nel paese di Pulcinella ?

Vi ricordate il "bollo" sulla patente ? Beh…lo avevamo certamente noi, ma non era adottato in Paesi come Germania, Austria, Francia,  ed era una "tassa" di tipo fiscale, non legata ai "trasporti" !

Conclusioni ? Che per noi più Europa, (almeno in questo caso), potrebbe giovarci, così come più unione dei motociclisti potrebbe aiutarci a far valere le nostre opinioni su questioni importanti (pedaggi locali sui passi alpini).

Anche l'iter relativo al periodo per la revisione vede l'Italia in posizione difforme da quella della Commissione Europea competente e le pressioni di alcuni Paesi tra cui il nostro non hanno certo il nostro appoggio.

Questi argomenti ci indicano chiaramente che bisogna essere molto attenti a quanto succede nei palazzi europei ed è importante capire cosa fanno i nostri rappresentanti: oltre al casco in testa e le luci accese anche di giorno, sarebbe bene che la testa dentro il casco fosse ben accesa, sveglia rispetto a cosa succede !

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